L’arte di Daniele Baldoni

Ha 29 anni e più di venti mostre all’attivo. Si tratta dello scultore osimano, Daniele Baldoni.

Lavora il gesso, argilla, legno, marmo e ferro. Ma sperimenta anche nuove tecniche nell’ambito della pittura.
Un dono innato, quello della scultura, che ha scoperto solo all’età di 19 anni.

Un’infanzia in parte negata. Il sentirsi diverso, inadeguato, fuori luogo. La sensazione di non essere all’altezza, di non avere valore. Incisioni profonde che aprono delle crepe e che gli rimangono dentro. Poi inizia a scolpire e tutto assume una dimensione diversa. E’ questa la sua molla.
Sento di avere qualcosa da dire, di voler donare libertà, felicità e amore. – dichiara Baldoni – Un mio piccolo dono che sento di voler condividere con gli altri“.

Nelle sue opere l’artista descrive i suoi sogni e le sue angosce. Punto cardine è la famiglia vista come protezione, punto di riferimento e nucleo su cui ruota l’universo.
La sua prima mostra risale al 2012 a palazzo Camerata, ad Ancona, ma la sua arte non si è fermata al territorio marchigiano ed è volata anche nella Capitale con diverse collettive.

Diversi i premi ottenuti tra cui il diploma d’onore con menzione d’encomio, con l’opera di marmo “Genesi”, “Premio Internazionale Michelangelo Buonnaroti”, una menzione speciale al museo Caos di Terni e tanto altro.
Le sue ultime sculture sono in ferro: “Taurus”, “Elephant”, “Aries” e “Dafne”. Ecco i nomi di alcune delle sue realizzazioni. “Attraverso la minimalità delle opere voglio rappresentare la leggerezza del materiale stesso“, spiega Baldoni.

Ma dalle sue mani non nascono solo sculture ma anche gioielli. Opere d’arte che non hanno la pretesa di voler essere sfoggiate ma rappresentano molto di più. Sono gioielli dalla forza evocativa, come quella di un amuleto, capaci di racchiudere l’essenza stessa di chi decide di indossarli. Ne esistono due linee, una da uomo “Solo” e una da donna “Evoluzione”. “E’ nato tutto per caso, dall’unione di un anello e il dente di un lupo – riferisce l’artista -. Quando li ho fusi insieme ho sentito che avevo creato un’opera da portare sempre con sé. Un “matrimonio” tra l’essere umano e l’animale che è in ognuno di noi. Con l’andare del tempo è nata anche la volontà di creare un ciondolo che simboleggiasse la donna”.

Insomma, un giovane sculture con tanti talenti da voler sperimentare senza privarsi del rischio di poter cadere e rialzarsi in piedi. “L’arte di non saper fare l’arte”, è così che Baldoni definisce la sua creatività. “Realizzare opere per me rappresenta la vita stessa. Nel non saper fare l’arte riesco a crearla e, attraverso di essa, rappresento le mie sofferenze e le mie gioie che non celano il tentativo di voler essere d’aiuto anche per chi decide di soffermarsi un’istante a guardarle – rivela Baldoni -. Fare arte è un modo per interagire con le persone, dai bambini agli adulti. Il disegno stesso ha il potere di farli approdare in un mondo del tutto nuovo, catturando un sorriso e donandogli felicità”.

Per Baldoni, l’arte è donare. “Non smettere mai di sognare, perché prima o poi tutto ciò che desideriamo accadrà. Anche se ci saranno momenti bui, non si deve mai smettere di mollare“, ecco il consiglio che lo scultore Baldoni dona a tutti coloro che si stanno cimentando in questo ricco e variegato mondo che è appunto l’arte.

Ecco alcuni link dove è possibile visionare le opere e le interviste di Daniele Baldoni:

https://www.facebook.com/UBiAOfficial/

Commenti

mood_bad
  • Nessun commento ancora.
  • chat
    Aggiungi Commento